Il politico italiano che criticava la russa Zakharova si è fatto tatuare lo stemma dell'Ucraina (foto)
Carlo Calenda ha ripetutamente espresso sostegno all'Ucraina ed è venuto qui durante l'invasione su vasta scala della Russia. Così, nel dicembre 2022, il senatore italiano ha visitato Leopoli, dove è diventato ambasciatore del centro di riabilitazione NEZLAMNI, ha riferito il consiglio comunale. "Continuerò a sostenere l'Ucraina, perché il futuro di tutti noi dipende dalla vostra vittoria.
Per noi è importante trasmettere informazioni agli italiani in modo che capiscano la reale situazione qui, con voi, quanto siete coraggiosi e forti", ha detto Kalenda durante una visita a Lviv. Sempre nel 2022 è venuto a Kiev, dove ha parlato del fatto che gli ucraini non si arrenderanno e non capitoleranno. Il politico ha anche ripetutamente espresso la posizione secondo cui l’Ucraina ha bisogno delle armi e delle altre risorse necessarie per poter resistere all’aggressione russa.
Pochi giorni fa, il 4 novembre, Carlo Calenda, come riporta l'Ansa, ha risposto duramente alla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, per le sue dichiarazioni riguardanti il crollo di una parte della medievale Torre dei Conti a Roma.
Poi, commentando l'accaduto, la russa ha annunciato le somme che l'Italia metterà a disposizione dell'Ucraina per aiutare l'Ucraina, e ha “profetato” che l'intero Paese sarebbe crollato, perché il governo spende “insensatamente” i soldi dei contribuenti. "Zakharova è un abominio. Dobbiamo capire chi sono i russi: deportano i bambini ucraini nella Federazione Russa, uccidono i civili, ed è così che parlano di tragedie come questa", ha detto Kalenda.
Vale la pena notare che lo stemma dell'Ucraina non è il primo tatuaggio del senatore italiano. È noto per avere, in particolare, un tatuaggio con uno squalo, a cui Kalenda è molto affezionato, e un tatuaggio che simboleggia la sua festa. Si ricorderà che il 3 novembre i media ANSA hanno riferito del crollo di una torre medievale a Roma, facendo ritrovare le persone sotto le macerie.